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La porta di Betania

Toc…toc…
Quando si pensa ad una porta l’immagine che mi viene immediatamente alla mente è il rumore del bussare.
Toc…toc…

Questo se la porta è chiusa, ma se la porta è aperta che rumore posso immaginare? Il suono del soffio dell’aria che passa?; il suono delle parole di chi la varca?; il suono dei passi di chi si sporge per vedere cosa c’è fuori?

Ecco, questa è l’immagine che più mi piace: una porta aperta dove l’unico suono è il suono di chi entra o che esce.
Vorrei che questo fosse il suono della “Porta di Betania”, che porta non è: è varco, è soglia che ti invita ad entrare o ad uscire, per chiedere aiuto, per offrire aiuto. Senza bussare, senza toc…toc…

Ma che cosa è la “Porta di Betania”?
È la porta aperta di Casa Betania verso Casa Betania stessa: verso gli ospiti (o ex ospiti) che possono entrare per avere un aiuto nelle cose più semplici: come iscriversi alla scuola per stranieri? Per essere aiutati nell’ottenere un documento, compilare un curriculum, scaricare il green pass, per cercare casa, per cercare un lavoro … o, più semplicemente, per fare quattro chiacchiere, per essere ascoltati su un fatto che li interessa o che li preoccupa. È anche la porta aperta di Casa Betania verso ciò che la circonda: per chi cerca accoglienza, chi non sa dove dormire, chi cerca un lavoro, ma anche per chi offre un lavoro, per chi offre quello che può.

Dall’estate successiva al primo lockdown ogni martedì pomeriggio, ma non solo, c’è qualcuno che apre la porta, e che è lì per ascoltare, parlare, sorridere od essere triste, per condividere sia i dolori che le gioie di chi varca la soglia: qualcuno che è lì, per essere lì.
Questa è la “Porta di Betania”, qualcosa di piccolo piccolo, ma che c’è.

Alba e Pietro 

 

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Email: laporta@casabetania.net
Tel: 0522 347177

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