Caritas U.P. Albinea

Unità pastorale Sacra Famiglia Albinea Borzano Montericco

Casa Betania

La preghiera, anima della casa

porta aperta

“Signore, fin dal mattino fammi conoscere il tuo amore”

Sono parole tratte dai salmi recitati durante le Lodi mattutine nella cappella della Casa Famiglia. Questo esprime il motivo profondo dell’essere lì, riuniti in preghiera, o meglio, essere radunati dal Signore, perché attraverso l’ascolto della sua Parola possiamo celebrare, raccontare i prodigi della sua misericordia.

Proclamare il Signore nella lode è compito costitutivo di ogni cristiano e della Chiesa tutta. La cappella è il centro della Casa e non poteva non essere così, perché la Casa è affidata a Cristo, in quanto è nata e voluta come prolungamento dell’eucaristia: prima di essere edificio con mura, pareti, porte e tetti, essa era ed è tuttora preghiera incessante rivolta al Padre attraverso Cristo che è sempre vivo e intercede per noi, presso di Lui. Casa Betania infatti non è nostra né dei volontari né di chi l’abita, ma è dono visibile dell’amore del Signore per la Comunità Parrocchiale e al tempo stesso è un frutto della Chiesa donato a tutti.

Ecco perché, allora, la preghiera nella Casa Famiglia percorre i tempi dell’anno liturgico e li vive pienamente nelle sue scansioni. Sono momenti in cui siamo invitati a riconoscere la signoria di Dio sulla nostra vita, la sua volontà di salvezza per ciascuno, affinché nessuno si perda. Nelle stesse Case di Carità di don Mario Prandi, con le quali Casa Betania ha un profondo legame fin dalle origini, la preghiera è la forma che regge il servizio.

 “O Dio vieni a salvarmi…” è invocazione ripetuta costantemente dal diacono che guida la preghiera. E’ l’inizio di ogni inizio del nostro volgerci al Signore, è la sintesi perfetta, perché senza di Lui nulla possiamo, e la nostra debolezza è grande. Così nella preghiera siamo sempre meno proprietari di noi stessi per abbandonarci al Signore e aprirci a quella comunione, dono dello Spirito, che viene partecipata a tutti, presenti e assenti: la Comunione dei Santi.

Nei mesi estivi i Vespri sostituiscono le Lodi e si registra una presenza più numerosa. La fatica del vivere insieme in questa famiglia allargata, così diversi per cultura e lingua, per storie personali di sofferenza, di smarrimento e di solitudine è riportata davanti all’altare, affinché il Signore la trasformi in preghiera. Per gli ospiti è anche momento di sollievo e di pace, perché dalla preghiera tutti possiamo ricominciare a sperare nella lieta notizia che il Signore attende e cerca ciascuno per farsi suo compagno di viaggio. Le persone ammalate, sofferenti o nell’angoscia per prime sono ricordate e innalzate nella supplica di ogni giorno.

Anche i silenzi però hanno valore davanti a Dio.

La Parola della Scrittura talvolta proclamata dagli ospiti anche nella loro lingua madre, ci accosta alla dimensione dell’universalità della Chiesa. Lo Spirito non fa differenze fra ospiti, volontari, amici o fedeli presenti, siamo tutti figli, e ognuno cerca di sostenere le braccia dell’altro nell’elevarle al cielo. Gli ospiti non cristiani o appartenenti ad altre religioni sono rispettati nella loro identità. In passato sono stati fatti tentativi piuttosto faticosi per effettuare un momento di preghiera interreligiosa.

Il sabato, al Vespro, la cappella diviene centro di ascolto della Parola di Dio per tutta la comunità. Il Vangelo letto come preparazione alla Messa della domenica è commentato di volta in volta da chi frequenta la Casa e dai seminaristi che sono assegnati alla Parrocchia. E’ momento prezioso e importante.

E’ di particolare attenzione il compito che svolgono, già da parecchi anni, i nostri Lettori istituiti. Sono quattro e in un giorno fissato della settimana, commentano, a rotazione, il Vangelo letto durante le Lodi. E’ per loro stessi occasione di formazione e di esercizio del loro ministero.

Nei tempi di Avvento e Quaresima l’intera comunità è invitata in modo speciale a partecipare alla liturgia delle lodi: ogni mattina persone diverse, adulti e alcuni giovani, sono chiamate a rendere onore e gloria alla Parola di Dio del giorno con una breve spiegazione. E’ per alcuni il modo di incontrare Casa Betania forse per la prima volta e di incontrarla nella liturgia di lode.

In Maggio poi, nel pomeriggio, si recita il Rosario nella Cappella, grazie alla disponibilità di un gruppo di signore che si avvicendano nella conduzione durante tutto il mese. La preghiera infatti nella Casa è costante, tutti i giorni dell’anno, nel suo ritmo dà luce alla giornata e nuovo senso al tempo sottraendolo alla banalità del quotidiano. Il lavoro, i servizi svolti sono, per così dire, riscattati e anche suggeriti dalla Parola del Signore che è fondamento e sostentamento del vivere.

Ma la vita stessa della Casa entra nella preghiera con momenti di condivisione: per esempio per la presentazione di nuovi ospiti, nel ricordo dei compleanni, per la nascita di un bambino, nella riconciliazione ritrovata, nel rendimento di grazie per chi ha raggiunto l’autonomia di un lavoro o di un’abitazione propria. Essa pure accompagna la gioia per il ricongiungimento con i propri familiari; l’attesa per le scelte e i progetti riguardanti il futuro; il ricordo di chi è salito tra le braccia del Padre.

La preghiera veglia e vigila. Insegna l’umiltà del cuore nel rimanere dentro le situazioni dove più evidente è la nostra impotenza. Il Signore ci indica vie misteriose e impensabili di un cammino di conversione sempre in divenire e, in quel cammino, l’affidarci l’uno all’altro. Egli rinfranca e ricostruisce. E’ dalla preghiera perseverante che la carità acquista una consistenza diversa, non dipendente dalla nostra sensibilità, dalla contingenza di un momento, poiché, inseriti in Cristo, è Cristo che agisce.

Una nota di particolare rilievo è dovuta alla famiglia che custodisce la Casa di tre mesi in tre mesi: a lei specificatamente viene chiesto di partecipare alla preghiera giornaliera come testimonianza. Lei stessa guida il ringraziamento ai pasti per il cibo preparato sedendo a tavola con gli ospiti. La preghiera liturgica quotidiana talvolta è una scoperta o una riscoperta di un tempo dedicato al Signore come primizia e non ritagliato fra mille cose da fare. E’ certo un impegno, ma un impegno bello che aiuta gli sposi nella loro vocazione di sposi nella fede, li sorregge e li conduce nel loro essere famiglia per tutti e per ciascuno. I figli, bambini o ragazzi presenti, vedono e vivono la preghiera come parte della vita quotidiana: il Signore è al primo posto, a Lui la lode di ogni giorno.

La conclusione alle parole del Salmo (126-127):

"Se il Signore non costruisce la casa,
invano si affaticano i costruttori.
Se il Signore non vigila sulla città,
invano veglia la sentinella."

Dal Centro d'ascolto

In questo periodo si cerca in particolare abbigliamento per bambini 0-6 anni.

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